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Acufene (Tinnitus): Cause, Rimedi e Quando Preoccuparsi

Acufene (Tinnitus): Cause, Rimedi e Quando Preoccuparsi

Un fischio persistente, un ronzio, un sibilo o un fruscio che senti nelle orecchie anche quando intorno a te c’è silenzio: se hai vissuto questa esperienza, probabilmente hai avuto a che fare con l’acufene (conosciuto anche come tinnitus). Si stima che in Italia circa 3 milioni di persone convivano con questo disturbo, che può variare da un lieve fastidio occasionale a una condizione debilitante che influenza il sonno, la concentrazione e la qualità della vita.

In questa guida ti spieghiamo cos’è l’acufene, quali sono le cause più comuni, quando è il caso di preoccuparsi e quali strategie possono aiutarti a gestirlo.

Cos’è l’acufene?

L’acufene è la percezione di un suono in assenza di una sorgente sonora esterna. Non si tratta di un’allucinazione: il suono è reale per chi lo percepisce, ed è generato dal sistema uditivo stesso o dal cervello. L’acufene non è una malattia in sé, ma un sintomo che può essere associato a diverse condizioni.

I suoni percepiti variano molto da persona a persona:

  • Fischio acuto (il più comune)
  • Ronzio grave
  • Sibilo
  • Fruscio o rumore bianco
  • Pulsazione ritmica
  • Clic o ticchettio

L’acufene può essere percepito in un solo orecchio, in entrambi, oppure “al centro della testa”. Può essere costante o intermittente, e la sua intensità può variare nel corso della giornata.

Tipi di acufene

Acufene soggettivo

È il tipo più comune e rappresenta oltre il 95% dei casi. Il suono è percepito solo dal paziente e non può essere rilevato da strumenti esterni. È generalmente legato a un danno o una disfunzione del sistema uditivo (orecchio interno, nervo acustico o aree cerebrali uditive).

Acufene oggettivo

Molto più raro, l’acufene oggettivo produce un suono che può essere percepito anche dal medico durante l’esame. È solitamente causato da anomalie vascolari (acufene pulsante) o da contrazioni muscolari involontarie dei muscoli dell’orecchio medio. Questo tipo richiede sempre un’indagine medica approfondita.

Cause principali dell’acufene

L’acufene può avere molteplici cause. Ecco le più comuni:

Perdita uditiva

La causa più frequente. Quando le cellule ciliate dell’orecchio interno si danneggiano (per età, rumore o altri fattori), il cervello può “compensare” la mancanza di stimoli sonori generando suoni fantasma. Per questo motivo, acufene e ipoacusia vanno spesso di pari passo.

Esposizione a rumori forti

Concerti, discoteche, cantieri, macchinari industriali, armi da fuoco: l’esposizione a rumori intensi (oltre gli 85 dB) può causare danni permanenti all’orecchio interno e scatenare l’acufene. Anche un singolo evento sonoro molto intenso (trauma acustico acuto) può essere sufficiente.

Tappi di cerume

Un’ostruzione del condotto uditivo causata da un accumulo di cerume può provocare acufene. In questo caso, la rimozione del tappo da parte di un professionista risolve il problema.

Farmaci ototossici

Alcuni farmaci possono causare o peggiorare l’acufene come effetto collaterale. Tra i più noti: aspirina (ad alte dosi), alcuni antibiotici aminoglicosidici, diuretici dell’ansa, farmaci chemioterapici e alcuni antinfiammatori non steroidei (FANS).

Patologie dell’orecchio

Infezioni dell’orecchio (otiti), otosclerosi, malattia di Ménière e neurinoma dell’acustico possono tutti manifestarsi con acufene tra i sintomi.

Problemi cervicali e dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)

Tensioni muscolari del collo, problemi alla colonna cervicale e disfunzioni dell’ATM (l’articolazione della mandibola) possono causare o aggravare l’acufene. Questo tipo di acufene è detto “somatosensoriale” e può migliorare con trattamenti mirati (fisioterapia, osteopatia, bite dentale).

Stress e ansia

Lo stress non causa direttamente l’acufene, ma può amplificarne significativamente la percezione. Esiste un circolo vizioso ben documentato: l’acufene genera stress, e lo stress rende l’acufene più invadente.

Altre cause

  • Ipertensione arteriosa
  • Alterazioni della tiroide
  • Diabete
  • Anemia
  • Traumi cranici

Quando preoccuparsi: segnali d’allarme

Nella maggior parte dei casi, l’acufene è un disturbo benigno, anche se fastidioso. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario consultare immediatamente un medico:

  • Acufene improvviso in un solo orecchio, accompagnato da perdita uditiva: potrebbe indicare una sordità improvvisa, che è un’urgenza medica.
  • Acufene pulsante (che segue il ritmo del battito cardiaco): può essere legato a cause vascolari che richiedono accertamenti.
  • Acufene associato a vertigini o perdita dell’equilibrio: può indicare la malattia di Ménière o altre patologie dell’orecchio interno.
  • Acufene in un solo orecchio che persiste per settimane: necessita di indagini per escludere cause come il neurinoma dell’acustico.
  • Acufene che peggiora rapidamente o che causa forte ansia, insonnia o difficoltà di concentrazione.

In assenza di questi segnali d’allarme, un acufene lieve e intermittente è un fenomeno molto comune che non deve spaventare, ma che vale comunque la pena indagare con un controllo audiometrico.

Rimedi e strategie di gestione dell’acufene

Non esiste a oggi una cura definitiva per la maggior parte delle forme di acufene soggettivo. Tuttavia, esistono strategie efficaci che possono ridurne significativamente l’impatto sulla qualità della vita:

Terapia del suono (sound therapy)

L’idea è semplice ma potente: arricchire l’ambiente sonoro per rendere l’acufene meno percepibile. Si possono utilizzare generatori di rumore bianco, app con suoni della natura, ventilatori o musica di sottofondo. Molti apparecchi acustici moderni includono un generatore di suoni integrato specificamente progettato per la gestione dell’acufene.

TRT (Tinnitus Retraining Therapy)

La TRT è un protocollo terapeutico sviluppato dal Prof. Jastreboff che combina la terapia del suono con il counseling informativo. L’obiettivo è “riallenare” il cervello a classificare il suono dell’acufene come neutro e non minaccioso, fino a renderlo irrilevante a livello conscio. Richiede tempo (12-24 mesi), ma i risultati sono spesso eccellenti.

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

La CBT è l’approccio psicologico con più evidenze scientifiche per la gestione dell’acufene. Non agisce sul suono in sé, ma sulla reazione emotiva al suono. Aiuta a modificare i pensieri negativi associati all’acufene e a sviluppare strategie di coping efficaci.

Gestione dello stress

Poiché lo stress amplifica l’acufene, tecniche come la mindfulness, il rilassamento progressivo, lo yoga e l’attività fisica regolare possono contribuire significativamente a ridurne la percezione.

Igiene del sonno

L’acufene è spesso più fastidioso al momento di addormentarsi, quando il silenzio lo rende più evidente. Utilizzare suoni di sottofondo in camera da letto (un ventilatore, un’app con suoni ambientali) può facilitare l’addormentamento. Evita caffeina e alcol nelle ore serali.

Protezione dell’udito

Evita l’esposizione a rumori forti senza protezione. Usa tappi auricolari o cuffie antirumore in ambienti rumorosi. Ulteriori danni all’udito possono peggiorare l’acufene.

Approcci complementari

Alcuni pazienti traggono beneficio da agopuntura, osteopatia (soprattutto per l’acufene legato a problemi cervicali o dell’ATM) e integratori come ginkgo biloba o melatonina, sebbene le evidenze scientifiche siano ancora limitate.

Acufene e perdita uditiva: un legame stretto

Circa l’80% delle persone con acufene presenta anche un certo grado di perdita uditiva, anche se a volte non ne è consapevole. Il meccanismo è il seguente: quando l’orecchio interno non trasmette più correttamente i segnali sonori al cervello, quest’ultimo può “riempire il vuoto” generando suoni propri.

Per questo motivo, il primo passo nella gestione dell’acufene è sempre un esame audiometrico completo. Molti pazienti scoprono di avere un calo uditivo di cui non erano consapevoli, e il trattamento dell’ipoacusia migliora spesso anche l’acufene.

Scopri i 10 segnali di un calo dell’udito per capire se l’acufene potrebbe essere collegato a una perdita uditiva.

Come gli apparecchi acustici possono aiutare con l’acufene

Gli apparecchi acustici sono uno degli strumenti più efficaci nella gestione dell’acufene associato a perdita uditiva. Il meccanismo è duplice:

  1. Amplificazione dei suoni ambientali: riportando il cervello a ricevere stimoli sonori adeguati, l’acufene viene “mascherato” dai suoni esterni e diventa meno percepibile.
  2. Stimolazione uditiva: fornire al cervello gli stimoli sonori che mancavano riduce la necessità di generare suoni fantasma.

Molti apparecchi acustici di ultima generazione includono anche un generatore di suoni terapeutici (rumore bianco, rumore rosa, suoni della natura) specificamente progettato per la gestione dell’acufene. L’audioprotesista può personalizzare il suono terapeutico in base alle caratteristiche specifiche del tuo acufene.

Al Centro Acustico Cobianchi siamo formati nella gestione dell’acufene e possiamo consigliarti il percorso più adatto alla tua situazione, sia che tu abbia bisogno di apparecchi acustici, sia che il tuo acufene richieda un approccio diverso.

Soffri di acufene? Parlane con noi

Il primo passo per gestire l’acufene è un controllo audiometrico approfondito. Al Centro Acustico Cobianchi di Verona valuteremo il tuo udito e ti consiglieremo le soluzioni più adatte alla tua situazione.

Telefono: 045 XXX XXXX
Indirizzo: Verona (VR)

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Domande frequenti sull’acufene

L’acufene può passare da solo?

Dipende dalla causa. L’acufene temporaneo causato da esposizione a rumori forti (ad esempio dopo un concerto) di solito si risolve spontaneamente entro poche ore o giorni. L’acufene causato da un tappo di cerume scompare dopo la rimozione. L’acufene cronico legato a perdita uditiva tende invece a persistere, ma può essere gestito efficacemente con le strategie descritte in questo articolo.

Ci sono cibi o bevande che peggiorano l’acufene?

Alcune persone riferiscono un peggioramento dell’acufene con caffeina, alcol, sale in eccesso e alimenti molto zuccherati. Tuttavia, le evidenze scientifiche non sono univoche. Il consiglio è osservare se specifici alimenti influenzano il tuo acufene e, in caso, moderarne il consumo. Un’alimentazione equilibrata è comunque consigliabile per la salute generale dell’udito.

Esistono farmaci per curare l’acufene?

A oggi non esiste un farmaco specifico approvato per la cura dell’acufene. In alcuni casi il medico può prescrivere farmaci per trattare le condizioni associate (ansia, depressione, disturbi del sonno) che migliorano indirettamente la percezione dell’acufene. La ricerca è attiva e nuove terapie sono in fase di sperimentazione.

L’acufene può causare perdita dell’udito?

No, l’acufene di per sé non causa perdita uditiva. Tuttavia, acufene e ipoacusia condividono spesso la stessa causa (danni all’orecchio interno) e si presentano frequentemente insieme. Se hai acufene, è importante fare un controllo audiometrico per verificare se è presente anche un calo dell’udito.

A quale specialista devo rivolgermi per l’acufene?

Il primo specialista da consultare è l’otorinolaringoiatra (ORL) o l’audiologo, che può eseguire gli esami necessari per individuare la causa dell’acufene. Può anche essere utile rivolgersi a un audioprotesista esperto in gestione dell’acufene, soprattutto se è presente anche una perdita uditiva.

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